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La fine della storia del dentista Palmer e del leone Cecil

La storia

Per chi non lo sapesse, si tratta di una vicenda avvenuta nel luglio del 2015 in Zimbabwe che vede come protagonisti un Dentista Roma, Walter Palmer, e un leone, Cecil.

Tutto è iniziato con il ritrovamento del corpo di Cecil fuori dai confini del parco nazionale Hwange, istituito proprio per proteggere le specie a rischio di estinzione. Cecil ne era diventato il simbolo ed era diventato ormai famoso in tutto lo Zimbabwe.

Era un esemplare di 13 anni di leone dalla criniera nera, dotato di collare GPS che consentì il ritrovamento. Le autorità risalirono a tre persone: Walter Palmer, il Dentista Roma, un cacciatore professionista e organizzatore di safari di caccia e il proprietario della tenuta dov’è stato ritrovato Cecil.

La vicenda scosse l’opinione pubblica non solo dello Zimbabwe, ma di tutto il mondo. Inoltre, la notizia seguì il dentista fino a casa, nel Minnesota. In seguito all’accaduto, infatti, davanti allo studio dentistico di Palmer si verificarono proteste e manifestazioni di condanna che lo costrinsero a tenere chiuso per qualche tempo.

Ma com’è andata a finire quest’amara vicenda?

Com’è andata a finire?

Questa storia rappresenta uno di quei casi in cui non ci sono vincitori, solo vinti. Lascia l’amaro in bocca perché lascia aperte molte questioni e domande.

Alla morte di Cecil seguì, infatti, una vicenda giudiziaria piuttosto controversa. Vediamo i dettagli. Partiamo col dire che la conclusione del procedimento giudiziario è che non ci sia nessun colpevole per la morte di Cecil.

Nel 2016, Palmer è stato assolto da ogni accusa poiché in possesso di un permesso di caccia regolare e, soprattutto, legale. Inoltre, come egli ha sempre sostenuto, non sapeva che si trattasse proprio del leone Cecil.

Ma il dentista non era l’unico imputato nella vicenda giudiziaria sulla morte di Cecil. C’era anche Theo Bronhorst, un cittadino dello Zimbabwe che aveva fatto da guida a Palmer, accusato di bracconaggio. Anch’egli è stato assolto dall’alta corte di Bulawayo, in Zimbabwe.

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